1. Cos'è la certificazione ATEX
ATEX è l'acronimo di ATmosphères EXplosibles (in italiano: atmosfere esplosive). Si tratta di un insieme di direttive europee che regolano la sicurezza dei luoghi di lavoro e delle apparecchiature in presenza di miscele esplosive di gas, vapori, nebbie o polveri con l'aria.
Le due direttive principali sono:
- 2014/34/UE Direttiva Apparecchiature ATEX — disciplina la progettazione, produzione e certificazione di apparecchiature e sistemi di protezione destinati all'uso in zone a rischio esplosivo.
- 1999/92/CE Direttiva Luoghi di Lavoro ATEX (ATEX 137) — impone al datore di lavoro obblighi di valutazione del rischio, classificazione delle zone e scelta delle apparecchiature idonee.
In Italia, queste direttive sono recepite dal D.Lgs. 81/2008 (Titolo XI) e dal D.Lgs. 85/2016. La conformità è obbligatoria per legge: l'uso di apparecchiature non certificate in zone ATEX è un illecito penale e causa di invalidità delle polizze assicurative in caso di infortunio.
2. Classificazione delle zone a rischio esplosivo
Il primo passo nella gestione ATEX è la classificazione delle zone: le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive vengono suddivise in zone con diversi livelli di rischio, a seconda della frequenza e della durata della presenza di miscele esplosive.
Esempi: Interno di serbatoi contenenti solventi infiammabili, interno di tubazioni
Richiede: Categoria 1G
Esempi: Aree adiacenti ai punti di carico/scarico, cabine di verniciatura attive, ambienti con solventi volatili in uso
Richiede: Categoria 1G o 2G
Esempi: Aree attorno a flangie, valvole, pompe — normalmente in sicurezza ma con rischio in caso di guasto
Richiede: Categoria 1G, 2G o 3G
La classificazione delle zone è responsabilità del datore di lavoro, che deve documentarla nel Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE), parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
3. Categorie di apparecchiature ATEX
La Direttiva 2014/34/UE classifica le apparecchiature in categorie in base al livello di protezione offerto. Per i gas e vapori (gruppo II, lettera G), le categorie rilevanti per i distillatori di solventi sono:
La classe di temperatura (T1–T6) indica la temperatura massima di superficie dell'apparecchiatura. Per solventi organici comuni (acetone, IPA, xilene), la classe T3 (200°C) è generalmente sufficiente. Per solventi con temperature di autoaccensione più basse (es. etere dietilico), può essere necessaria la classe T4 o T5.
4. Obblighi del datore di lavoro
Il D.Lgs. 81/2008 Titolo XI impone una serie di obblighi concreti:
Valutazione del rischio di esplosione
Identificare tutte le sostanze infiammabili presenti, le condizioni in cui possono formarsi atmosfere esplosive e le fonti di innesco potenziali (superfici calde, scintille elettriche, elettricità statica).
Redazione del DPCE
Il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni deve contenere la classificazione delle zone, l'elenco delle apparecchiature installate con i relativi certificati ATEX e le misure di protezione adottate.
Scelta di apparecchiature idonee
Solo apparecchiature con la marcatura ATEX appropriata alla zona classificata possono essere installate. Il datore di lavoro è responsabile della scelta corretta e della verifica della conformità.
Formazione dei lavoratori
I lavoratori che operano in zone ATEX devono ricevere specifica formazione sui rischi di esplosione, sulle procedure di sicurezza e sull'uso corretto delle apparecchiature certificate.
Manutenzione periodica
Le apparecchiature ATEX devono essere sottoposte a verifiche periodiche secondo le istruzioni del fabbricante. La manutenzione deve essere documentata e affidata a personale qualificato.
5. ATEX e distillatori di solventi: la situazione pratica
La quasi totalità dei solventi organici industriali è infiammabile: acetone (punto di infiammabilità −20°C), IPA (11°C), xilene (30°C), toluene (4°C). Questo significa che qualunque area in cui vengono usati, stoccati o distillati questi solventi è potenzialmente una zona ATEX.
Un distillatore di solventi, per il fatto stesso di operare con il solvente allo stato vapore durante il riscaldamento, è intrinsecamente un'apparecchiatura che opera in atmosfera potenzialmente esplosiva. Deve quindi essere certificato ATEX.
Quale categoria per i distillatori?
- → II 2G IIB T3 — zona 1: per distillatori installati in aree dove si lavora continuamente con solventi (carrozzerie, tipografie, impianti di pulizia)
- → II 3G IIB T3 — zona 2: per distillatori in locali separati, ben ventilati, con uso discontinuo di solventi
La scelta tra II 2G e II 3G non è arbitraria: deve derivare dalla classificazione delle zone elaborata nel DPCE aziendale. In caso di dubbio, la soluzione più cautelativa (e generalmente richiesta dalle assicurazioni industriali) è il II 2G.
6. Come verificare la conformità di un distillatore
Prima di acquistare o installare un distillatore, verificare:
Hai dubbi sulla classificazione ATEX del tuo impianto?
I tecnici Tattika supportano i clienti nella valutazione della zona ATEX applicabile e nella scelta del distillatore certificato corretto.
7. Domande frequenti
-
No. Le cabine e le aree di carrozzeria dove si usano solventi infiammabili sono quasi sempre zone ATEX (zona 1 o zona 2). L'uso di apparecchiature non certificate ATEX in queste zone è illegale ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e invalida le coperture assicurative in caso di incidente.
-
Il certificato ATEX del prodotto non ha scadenza, ma il fabbricante è tenuto ad aggiornarlo in caso di modifiche sostanziali al prodotto o di revisione delle norme armonizzate di riferimento. Il datore di lavoro, invece, deve rivedere il DPCE periodicamente e ogni volta che cambiano le condizioni di lavoro.
-
Il II 2G è certificato per zona 1 (presenza occasionale di atmosfera esplosiva in condizioni normali) e zona 2. Il II 3G è certificato solo per zona 2 (presenza rara e di breve durata). Un II 2G può sempre essere usato al posto di un II 3G, ma non viceversa.
-
La classificazione deve essere effettuata da personale competente, in genere il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) aziendale, eventualmente con il supporto di un consulente specializzato in sicurezza delle atmosfere esplosive (certificato ATEX Expert).